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Scrivere le culture
Writing Culture: The Poetics and Politics of Ethnography
Autore:James Clifford e George E. Marcus (a cura di) ⓘ
I curatori sono antropologi di primo piano della UC Santa Cruz e della Rice University
Scrivere le culture. Poetiche e politiche dell’etnografia

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    L’etnografia non è mai stata una semplice registrazione di fatti, ma una forma di scrittura: le sue verità sono sempre “verità parziali”, plasmate da retorica, istituzioni, politica e storia.
    Avanzamento della lettura 80%
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    Appunti sui punti chiave · circa 5 min di letturaNon il testo integrale, ma l’essenziale: in pochi minuti cogli oltre l'80% dei punti chiave del libro, poi decidi se vale la pena comprarlo.

    A chi è consigliato questo libro?

    • Studenti di antropologia, sociologia e studi culturali che vogliono capire la svolta verso l’“antropologia riflessiva”
    • Chi fa ricerca sul campo, interviste o indagini qualitative e si interroga su come “scrive” degli altri
    • Giornalisti, documentaristi e scrittori attenti al potere e all’etica della rappresentazione dell’altro
    • Chi si chiede se sia davvero possibile “descrivere in modo oggettivo un’altra cultura”

    Chi è l’autore?

    • Il volume è curato da James Clifford e George E. Marcus. Clifford, nato nel 1945, ha un dottorato a Harvard e ha insegnato a lungo al dipartimento di History of Consciousness dell’Università della California a Santa Cruz, unendo ricerca storica, letteraria e antropologica
    • Marcus è un antropologo che ha insegnato alla Rice University e all’Università della California a Irvine; nello stesso periodo ha scritto con Michael Fischer anche Antropologia come critica culturale
    • Il libro nasce da un seminario avanzato della School of American Research tenuto a Santa Fe, nel New Mexico, nel 1984, ed è uscito nel 1986 per la University of California Press; nel 2010 è stata pubblicata un’edizione per il venticinquesimo anniversario con una nuova prefazione di Kim Fortun
    • Tra i collaboratori figurano Mary Louise Pratt, Vincent Crapanzano, Renato Rosaldo, Stephen Tyler, Talal Asad, Michael Fischer e Paul Rabinow

    Altri libriI frutti puri impazziscono (Clifford, 1988);Strade (Clifford, 1997);Antropologia come critica culturale (Marcus e Fischer, 1986)

    Appunti di lettura

    Gli antropologi, in realtà, scrivono

    Di solito l’antropologo va in un villaggio lontano a fare ricerca sul campo e, tornato a casa, scrive un’etnografia, considerata una descrizione oggettiva e completa di un’altra cultura. Questa raccolta di saggi pone una domanda semplice ma spiazzante: se l’etnografia è una forma di scrittura, allora, come il romanzo, il diario di viaggio e la storiografia, ha una sua retorica, le sue convenzioni, il suo punto di vista.

    Lo sfondo è l’antropologia interpretativa proposta da Clifford Geertz, che tratta la cultura come un testo da leggere e interpretare. Questo libro fa un passo in più e prende in esame i testi che gli antropologi stessi scrivono.

    I saggi analizzano come si scrivono le etnografie da prospettive diverse: antropologia interpretativa, studi culturali, storia sociale, letteratura di viaggio, teoria del discorso e critica testuale. Secondo l’editore, il libro esplora le questioni di potere e poetica nelle condizioni della globalizzazione, del postcolonialismo e della postmodernità.

    Dopo l’uscita ha scatenato un enorme dibattito nell’antropologia ed è considerato l’opera simbolo dell’autocritica e della spinta alla decolonizzazione della disciplina negli anni Ottanta, con un’influenza che si estende alle discipline umanistiche, alle scienze sociali e alle arti. Il critico Stephen Greenblatt l’ha definito “una raccolta brillante, originale e importantissima”.

    Verità parziali

    Strumenti letterari sul campo

    Allegoria, traduzione ed etnografia postmoderna

    L’etnografia nel sistema mondiale

    Polemiche e influenza

    Bottiglie approdate a questo libro

      Nessun messaggio in bottiglia è ancora approdato a questo libro

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      Antropologia come critica culturaleLa distinzione. Critica sociale del gustoUna nuova storia (non cinica) dell’umanitàUna prodigiosa moltitudine. Linneo, Buffon e l’ossessione per la conoscenza
      La copertina è un disegno originale stilizzato, non la vera copertina dell’editore
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