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Appunti sui punti chiave · circa 5 min di letturaNon il testo integrale, ma l’essenziale: in pochi minuti cogli oltre l'80% dei punti chiave del libro, poi decidi se vale la pena comprarlo.
Altri libriLes Héritiers (1964, con Jean-Claude Passeron);Homo academicus (1984);La Noblesse d’État (1989);Le regole dell’arte (1992);Sulla televisione (1996)
Nella vita di tutti i giorni scegliamo di continuo tra ciò che è “bello” e ciò che è “pacchiano o brutto”: che musica ascoltare, come vestirci, come arredare casa, che cosa mangiare. Pensiamo che sia una preferenza personale, magari un talento innato per il bello. Bourdieu dice il contrario: il gusto non è puro.
Chiama queste scelte estetiche “distinzione”: ogni scelta si fa in opposizione alle scelte delle altre classi. La funzione più profonda del gusto è marcare la “classe” e la “classificazione”; distinguendo il bello dal brutto e il nobile dal volgare, le persone si dichiarano diverse dagli altri e, nello stesso momento, rivelano il proprio posto nella società. Con le sue parole: il gusto classifica, e classifica anche il classificatore.
Per dimostrarlo, Bourdieu condusse in Francia, tra gli anni Sessanta e Settanta, indagini e interviste su larga scala; il libro contiene oltre cento questionari, grafici e dati statistici, e ritrae la vita di persone di ogni strato della società francese di allora.
Nel libro scrive che il giudizio di gusto unisce comprensione e percezione ed è considerato l’espressione più alta del “giudizio”: il pedante capisce ma non sente, il mondano ha il gusto senza capire davvero. Per questo sia l’accademia sia l’alta società considerano il gusto il segno più chiaro della nobiltà.
Il Mare dei Libri conta 24 isole vere, una per ogni argomento. Ogni edificio su un’isola è un libro.
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