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Altri libriScrivere le culture (a cura di Clifford e Marcus, 1986);Ethnography through Thick and Thin (Marcus, 1998);Iran: From Religious Dispute to Revolution (Fischer, 1980)
Quando scrissero questo libro, Marcus e Fischer osservavano che tutte le scienze umane e sociali attraversavano una “crisi della rappresentazione”: le grandi teorie che pretendevano di spiegare tutto, come il funzionalismo strutturale o certe versioni del marxismo, convincevano sempre meno; gli studiosi cominciavano a chiedersi se, e come, si potesse descrivere una realtà sociale così complessa.
Nell’antropologia la crisi aveva anche un’altra radice: dopo la metà del Novecento i sistemi coloniali erano crollati e molte delle società un tempo studiate avevano cominciato a parlare per sé e a mettere in discussione il rapporto dell’antropologia con il dominio coloniale. Gli antropologi non potevano più dare per scontata la posizione di “osservatore”.
Gli autori sostengono che non sia un male, ma un momento sperimentale: in un periodo in cui i vecchi paradigmi hanno perso autorevolezza e i nuovi non si sono ancora formati, nascono in abbondanza nuovi modi di scrivere e di fare ricerca. E l’antropologia, e in particolare l’etnografia, si trova in prima linea in questo cambiamento.
Il libro ha quindi due compiti: da un lato passare in rassegna i vari esperimenti di scrittura etnografica all’interno dell’antropologia; dall’altro recuperare un’antica promessa dell’antropologia: la critica culturale.
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