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Altri libriGive and Take (2013);Originals (2016);Hidden Potential (2023)
Nell’agosto del 1949 quindici smokejumper, i vigili del fuoco paracadutisti, si lanciarono su Mann Gulch, in Montana, per spegnere un incendio boschivo. Contro ogni previsione il fuoco saltò la gola e corse verso di loro, e gli uomini si misero a correre disperatamente su per il pendio. Proprio mentre le fiamme stavano per raggiungerli, il capo squadra Wagner Dodge fece qualcosa che a tutti sembrò una follia: si fermò, accese un fiammifero, diede fuoco all’erba davanti a sé e si distese sul terreno bruciato mentre l’incendio principale gli passava sopra. I suoi uomini non lo seguirono, e alla fine dodici morirono mentre Dodge si salvò.
Grant dice che Dodge non si salvò perché pensava più lentamente, ma perché sapeva ripensare più in fretta. Il libro sottolinea anche che in incendi simili molti vigili del fuoco morirono con gli attrezzi pesanti ancora in mano, perché lasciarli significava rinunciare alla propria identità di pompieri. Ciascuno di noi, dice, porta con sé i propri attrezzi: conoscenze, presupposti, opinioni, alcuni dei quali sono diventati la nostra identità.
Nel 1994, a Storm King Mountain in Colorado, quattordici vigili del fuoco morirono a soli sessanta metri dalla salvezza. Le indagini successive stimarono che, se avessero abbandonato zaini e attrezzi, avrebbero potuto muoversi dal 15 al 20 per cento più in fretta. Un sopravvissuto ricordò di aver corso per un bel tratto prima di accorgersi di avere ancora una motosega sulla spalla; uno dei morti fu trovato con la mano ancora stretta all’impugnatura della sua motosega.
Ricorda anche che la storia della “rana bollita” in realtà è falsa: quando la temperatura dell’acqua sale lentamente, la rana salta fuori. A non rivalutare la situazione non è la rana, ma siamo noi, che smettiamo di farci domande una volta sentita la storia.
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