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Appunti sui punti chiaveNon il testo integrale, ma l’essenziale: in pochi minuti cogli oltre l'80% dei punti chiave del libro, poi decidi se vale la pena comprarlo.
Altri libriThe Intelligent Asset Allocator (2000);The Birth of Plenty (2004);A Splendid Exchange (2008);The Delusions of Crowds (2021)
La prima idea dell’autore è che rischio e rendimento non si possono separare. Per ottenere un rendimento più alto devi accettare maggiore volatilità e la possibilità di perdere; ciò che promette alti rendimenti con poco rischio di solito è sospetto. Lo spiega con un esempio: una scelta rende un 3% costante ogni anno; l’altra lancia ogni anno una moneta, guadagnando il 30% con testa e perdendo il 10% con croce. Sul lungo periodo la seconda di solito cresce molto di più, ma rischia anche lunghi periodi in cui resta indietro, ed è proprio questa la differenza tra azioni e obbligazioni.
Spiega anche perché diversificare: nessuno sa prevedere quale mercato o quale titolo andrà meglio, e tenere molti asset riduce ogni singolo rischio. Il libro porta l’esempio del Giappone: un investitore giapponese che all’inizio degli anni Novanta avesse messo tutto nella borsa giapponese, alla fine del 2021 avrebbe ottenuto un rendimento annualizzato di appena lo 0,5% circa. Il rendimento di lungo periodo delle azioni deriva più o meno dai dividendi e dalla crescita delle aziende, e quando le valutazioni sono alte i rendimenti futuri tendono a essere più bassi.
Su stock picking attivo e market timing, l’autore conclude che la maggior parte dei gestori attivi nel lungo periodo resta indietro rispetto agli indici di riferimento; a cose fatte salta sempre fuori qualche profeta “incredibilmente preciso”, ma le sue previsioni successive spesso falliscono, e chi lo segue entrando e uscendo dal mercato si perde spesso i rendimenti. La nuova edizione avverte inoltre che i vari “fattori” scoperti dall’accademia, come value, momentum e redditività, sono in sostanza fattori di rischio; sopportarli non garantisce rendimenti migliori, e alcuni potrebbero essere coincidenze nate dall’aver spremuto troppo i dati storici.
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