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Altri libriIo sono un gatto (1905);Botchan (1906);La porta (1910)
Il narratore, “io”, è uno studente universitario a Tokyo. Durante le vacanze estive incontra sulla spiaggia di Kamakura un uomo di mezza età, è attratto da qualcosa di indefinibile in lui e gli si avvicina; da quel momento lo chiama “Maestro”.
Tornato a Tokyo, “io” va spesso a trovare il Maestro a casa. Il Maestro vive con la moglie Shizu, non ha un lavoro e ha pochissimi contatti con la società: conduce una vita appartata. È molto colto ma tiene la gente a distanza. Ogni mese va da solo al cimitero di Zōshigaya, sulla tomba di un amico morto, ma non permette mai a “io” di accompagnarlo, e non vuole dire chi fosse quell’amico.
Il Maestro dice spesso cose che “io” non capisce. Dice di essere un uomo solo; dice che “l’amore è un peccato”, ma anche qualcosa di sacro; dice che al mondo non esistono cattivi per nascita, che di solito le persone sono buone, ma al momento decisivo possono diventare cattive all’improvviso, e quindi non bisogna abbassare la guardia. Dice anche che non si fida nemmeno di sé stesso, e che proprio per questo non può fidarsi degli altri.
La moglie del Maestro confida in privato a “io” che in passato il marito non era così. Intuisce vagamente che il cambiamento del marito ha a che fare con la morte di quell’amico, ma nemmeno lei conosce la verità. “Io” è sempre più ansioso di conoscere il passato del Maestro. Alla fine il Maestro promette che, quando sarà il momento, gli racconterà tutto.
Il Mare dei Libri conta 24 isole vere, una per ogni argomento. Ogni edificio su un’isola è un libro.
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